Decreto OIERT: il riscaldamento 'green' è legge, ma indovina chi pagherà il conto del gas?

21 maggio 2026

Cos'è il Decreto OIERT (e perché il MASE festeggia mentre noi tremiamo)

Partiamo dalle basi: il Decreto OIERT è la normativa che il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha recentemente messo in campo per spingere l'Italia verso la transizione ecologica nel settore del riscaldamento. In pratica, obbliga i fornitori di gas a immettere nel mercato una quota crescente di energie rinnovabili termiche — che si tratti di biomasse, geotermico, solare termico o altre fonti verdi.

Sulla carta sembra bellissimo: meno inquinamento, più sostenibilità, il pianeta respira. Ma qui arriva la frecciatina che tutti pensiamo: chi pagherà davvero questo balzo verso il verde? Spoiler: non sarà il ministero a scuola di generosità, né tantomeno le multinazionali dell'energia che hanno fatturati da capogiro.

La transizione ecologica costa: preparati ai rincari gas

Il meccanismo è semplice, e per noi consumatori non è per niente comforting. Le società energetiche che forniscono gas non assorbiranno i costi aggiuntivi di questa transizione ecologica — avrebbero i margini ridotti all'osso, quindi no grazie. Invece, traslano la spesa direttamente sulle bollette dei clienti.

Quando un fornitore deve rispettare quote crescenti di energie rinnovabili termiche, i costi della produzione e della distribuzione salgono. Quelle spese? Indovinate dove finiscono? Nel mercato libero, le aziende aumentano il prezzo della materia prima e dei servizi per mantenere i propri margini di guadagno. È il gioco economico delle commodities: chi non può scaricare il costo da nessuno, lo scarica su chi non ha scelta — cioè te e io quando arriva dicembre e abbiamo freddo.

La tua bolletta del riscaldamento sta per diventare un bene di lusso?

L'ironia è quasi comica, se non fosse costosa: stiamo pagando di più per essere obbligati a inquinare meno. È come se ti dicessero "per favore, salva il pianeta, ma prima versa il contributo dal tuo portafoglio".

Per l'inverno in arrivo, non aspettarti di trovare sorprese piacevoli in bolletta. Le voci che potrebbero lievitare sono già prevedibili: la quota di materia prima energia, gli oneri di sistema, i costi di trasporto e gestione del contatore. Ogni componente potrebbe risentire dell'onere di questa transizione green obbligata.

Il decreto è sacrosanto dal punto di vista ambientale — non lo neghiamo. Ma il timing e il modo in cui è stato strutturato lascia alle famiglie il conto più salato. Giustizia climatica, insomma, pagata dai nuclei familiari italiani che già tirano la cinghia.

Come difendersi (con furbizia) prima che arrivi il gelo

Ascolta: il panico non serve, ma la consapevolezza sì. Non puoi fermare il decreto OIERT, ma puoi essere strategico prima che arrivino i freddi mesi invernali.

La mossa più intelligente è non arrivare a novembre con la tariffa sbagliata addosso. Se sei in mercato libero, ora è il momento di valutare se bloccare il prezzo della materia prima conviene al tuo profilo di consumo. Un prezzo fisso per dodici mesi potrebbe proteggerti dalle oscillazioni che il decreto comporterà.

Se invece sei indeciso tra fornitori o vuoi capire se la tua attuale offerta è ancora competitiva, è il momento giusto per confrontare le offerte gas. Dedica venti minuti — ne vale davvero la pena, perché la differenza in bolletta tra un'offerta e l'altra può essere significativa.

Non è una questione di paranoia. È pragmatismo. Il decreto OIERT è legge, l'ambiente ringrazia, ma le tue spalle hanno il diritto di portare il carico più leggermente possibile. Agisci adesso, quando ancora hai margini di manovra.

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